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Home Rassegna Stampa Si ferma l’ascesa del petrolio
31/05/2016 - Pubblicato in news internazionali

Gli occhi del mondo sono puntati su Vienna: il 2 giugno si riunirà l’Opec nel tradizionale meeting biennale. Il tema è sempre quello: come riuscirà il settore a ritrovare i perduti profitti? E mentre il prezzo del greggio si mantiene sotto la soglia di 50 dollari, (49,60 alle ore 20 italiane) molto apprezzata dai produttori, il tema più scottante alla vigilia del meeting di Vienna è: chi sostituirà Abdalla El-Badri come il prossimo segretario generale? Queste divisioni sono un chiaro sintomo della frattura interna all’Opec. Iran e Arabia Saudita, esponenti di spicco, non intendono porre tetti alla produzione, che spingerebbero i prezzi verso quel range tra 50 e 60 dollari che gli analisti ritengono fondamentale per preservare investimenti e margini di profitto. Nel frattempo, la politica di estrazione senza sosta dell’Arabia Saudita ha comunque avuto effetti dirompenti sullo shale gas Usa: se infatti il prezzo del greggio è passato dai 25 dollari di inizio anno agli attuali 49 è perché i pozzi attivi negli Usa sono calati una settimana dopo l’altra. A influire sul recente rialzo delle quotazioni è stato anche il devastante incendio in Alberta. Ieri il gruppo Suncor Energy ha reso noto di aver riavviato la produzione nei giacimenti di Fort McMurray.

Fonte: MF – Elena Dal Maso (pag. 7)

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