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Home Rassegna Stampa Europa verde al via con 7,5 miliardi
15/01/2020 - Pubblicato in news internazionali

La Commissione europea ha presentato ieri l’atteso progetto del Fondo per una transizione equa che dovrebbe contribuire a facilitare tra il 2021 e il 2027 il percorso verso la neutralità climatica entro il 2050. Il pacchetto da 100 miliardi di eruo è uno dei tasselli di una rivoluzione economica ed ambientale. A beneficiare del pacchetto saranno in particolare i Paesi dell’Europa orientale. Ruolo cruciale avrà il Just Transition Fund (in italiano: il Fondo per una transizione equa). Quest’ultimo servirà ad aiutare i paesi più in ritardo sul fronte ambientale: dotato di denaro fresco per 7,5 miliardi di euro, che grazie al cofinanziamento nazionale, al braccio finanziario InvestEU e alla Banca europea degli investimenti porterà il totale a 100 miliardi di euro. La distribuzione del denaro sarà basato su alcuni criteri: tra questi, la presenza di emissioni nocive, l’occupazione nei settori del carbone e della lignite, la produzione di torba o di scisti bituminosi. Secondo voci non confermate, l’Italia otterrebbe poco meno di 400 milioni di euro (dei 7,5 miliardi di euro). I Paesi saranno chiamati a presentare progetti infrastrutturali, da far approvare a Bruxelles. Più in generale, con il Greene new deal, Bruxelles punta a mobilitare 1000 miliardi di euro nel prossimo decennio, pur di raggiungere l’obiettivo di neutralità climatica. La tecnica sarà quella di associare denaro privato al denaro pubblico con un effetto di leva finanziaria. Paolo Gentiloni, commissario per gli Affari monetari, ha osservato che per facilitare investimenti sostenibili vi potranno essere modifiche alle norme sugli aiuti di Stato. La Presidente, sul possibile scomputo degli investimenti verdi dal calcolo del deficit, ha già detto di essere contraria a questa idea. La Polonia a dicembre è stato l’unico Paese ad astenersi sull’impegno di puntare alla neutralità climatica entro il 2050. Il fondo per la transizione equa è nato quindi anche per vincere la resistenza polacca e dell’Est, senza troppo scontentare i paesi dell’Ovest.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Beda Romano (pag. 3)

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