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Home Rassegna Stampa In Europa Big Oil impara a convivere col barile a 50 dollari
28/07/2017 - Pubblicato in news internazionali

Dopo tre anni di crisi Big Oil sembra aver imparato a convivere col petrolio a 50 dollari. Le compagnie europee che hanno inaugurato la stagione delle trimestrali hanno tutte sorpreso gli analisti con risultati oltre le aspettative, debito sotto controllo (se non addirittura in calo ) e flussi di cassa copiosi come ai tempi d’oro del barile a 100 dollari. Quell’epoca potrebbe non tornare mai più secondo Ben van Beurden, ceo di Royal Dutch Shell, che ha abbandonato l’ormai trito slogan del «lower for longer» per sostituirlo con «lower forever», prezzi più bassi per sempre. Ma il pessimismo sulle sorti del petrolio è tutt’altro che una resa per Shell, che «si sta mettendo in forma» – assicura van Beurden – per prosperare anche col barile a 40 dollari. Il bilancio trimestrale è stato esibito come una dimostrazione di forza: tra marzo e giugno il Brent quotava circa l’8% in più rispetto allo stesso periodo del 2016, ma il prezzo era comunque intorno a 50 dollari. Nonostante questo la compagnia anglo-olandese ha più che triplicato l’utile netto adjusted a 3,6 miliardi di dollari e ha generare un cash flow operativo di 11,3 miliardi, il massimo da quando nel 2014 è iniziato il crollo del petrolio. Aggressivo l’approccio della francese Total, che non è ancora sazia dopo aver avviato nei mesi scorsi investimenti importanti (come Vaca Muerta, promettente area di shale in Argentina) e firmato l’accordo con l’Iran per lo sviluppo del giacimento South Pars. Con utili trimestrali netti a 2,47 miliardi di dollari (+14%) e flussi di cassa in aumento di un terzo a 5,3 miliardi, il ceo Patrick Pouyanné assicura che il bilancio è abbastanza robusto da consentirgli di «trarre vantaggio dai prezzi bassi per lanciare progetti redditizi e acquistare risorse a condizioni attraenti». Anche i risultati di Statoil e Repsol sono stati migliori delle attese.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 29)

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