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Home Rassegna Stampa Ets, assegnazioni gratuite nel mirino
16/09/2020 - Pubblicato in news internazionali

Tempo di ripensamenti per le allocazioni gratuite Ets, il sistema disegnato per contrastare la rilocalizzazione delle industrie europee al di fuori della Ue a causa dei costi della CO2. E non solo per la prevista revisione della direttiva Ets, che arriverà l’anno prossimo in conseguenza dell’aumento del target di riduzione delle emissioni al 2030. È arrivato un fermo appello della Corte dei Conti europea, secondo cui “le quote gratuite costituiscono ancora più del 40% di tutte le quote disponibili nell’ambito del sistema Ets”. La Commissione deve perciò “aggiornare e rendere più mirate le procedure di assegnazione, al fine di tenere conto dell’Accordo di Parigi e degli sviluppi più recenti”. In una relazione speciale, i giudici contabili notano in particolare che la velocità della decarbonizzazione nel settore energetico risulta “significativamente ridotta” in alcuni degli 8 Stati membri che - dato un Pil pro capite inferiore al 60% della media Ue - ricevono quote gratuite per la modernizzazione del sistema elettrico: proprio i Paesi che hanno ricevuto le allocazioni gratuite “hanno compiuto passi in avanti notevolmente più lenti verso la decarbonizzazione dell’elettricità rispetto a quanto avvenuto in altri Stati membri”. In generale, la Corte nota che “i settori industriali considerati a rischio di carbon leakage sono responsabili di oltre il 90% delle emissioni industriali della Ue, senza alcuna differenziazione dei livelli di rischio”. La relazione raccomanda dunque alla Commissione di “assegnare le quote gratuite in modo mirato in base all’esposizione ai diversi livelli di rischio”. “Le quote gratuite dovrebbero essere concesse in modo mirato ai settori industriali che sono meno in grado di trasferire i costi del carbonio sui consumatori ma non sempre questo avviene”, ha spiegato in una nota il membro della Corte responsabile dell’audit, Samo Jereb, convinto che “se le quote gratuite non sono assegnate in modo più mirato, la Ue non sfrutterà appieno i benefici che l’Ets potrebbe avere sulla decarbonizzazione e le finanze pubbliche”. Il problema potrebbe però essere risolto alla radice con l’avvento della carbon-tax alle frontiere prevista dal Green deal. Parlando ieri in un incontro organizzato da BusinessEurope, il vice-presidente esecutivo della Commissione responsabile per l’Economia, Valdis Dombrovskis, ha chiarito che la nuova tassa non sarebbe compatibile con le regole del Wto qualora la Ue concedesse al suo interno esenzioni a particolari categorie.

Fonte: Quotidiano Energia

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