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Home Rassegna Stampa Eni-Exxon, gode il Mozambico
14/03/2017 - Pubblicato in news internazionali

Raggiunto l’accordo da oltre 2,8 miliardi di dollari con Exxon, ora Eni dovrà fare in modo che le autorità del Mozambico, più precisamente l’ufficio delle tasse, non le rovinino la festa per la cessione del 25% dei giacimenti offshore dell’Area 4. Le premesse sono buone, per almeno due motivi. Il primo è il precedente raggiunto dal Cane a sei zampe dopo la cessione di un primo 20% degli stessi giacimenti del gruppo cinese Cnpc, avvenuta nel 2013. Su un’operazione da oltre 4 miliardi di dollari, Eni se l’è cavata pagando un balzello tutto sommato modesto di 400 milioni di dollari, più l’impegno a realizzare una centrale elettrica da 75 Megawatt nella provincia di Cabo Delgado, con un investimento di altri 130 milioni di euro. Il secondo motivo è che il temuto 32% sul capital gain, introdotto dal 2014 dalla legislazione del Mozambico, non si applica alla lettera ma prevede parecchie eccezioni, caso per caso. Nel caso di Eni la cifra da riconoscere al governo del Mozambico sarà ricompresa tra 300 e 500 milioni di dollari, ben lontana perciò dai circa 900 milioni di dollari stimati da altre fonti. Sempre poi che nella trattativa non rientri qualche altra opera ritenuta di pubblica utilità dal governo del Mozambico. In ogni caso il pagamento delle tasse sulla cessione del 25% dell’Area 4 avverrà non prima della fine dell’anno.

Fonte: MF – Angela Zoppo (pag. 8)

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