Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa Eni cerca la pace Cnpc-Exxon
14/02/2017 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Dai rapporti diplomatici tra Cina e Stati Uniti dipende il destino di una delle operazioni-chiave della strategia di Eni: la cessione di un’ulteriore quota dei diritti di sfruttamento dell’Area 4, nel bacino di Rovuma, in Mozambico. Il partner cinese Cnpc infatti starebbe deliberatamente allungando i tempi per la firma della cosiddetta Fid, la decisione finale d’investimento, per Coral South, il primo dei giacimenti dell’Area 4 che verrà avviato a produzione. Il motivo secondo fonti finanziarie, sarebbe l’ormai prossimo ingresso di Exxon nel consorzio guidato da Eni (50%). La new entry statunitense in altre parole, non avrebbe il gradimento dei cinesi e senza il benestare di tutti i soci e con una firma mancante sulla Fid il Cane a sei zampe non può concludere la cessione. Cnpc è entrata a far parte del consorzio che sviluppa i giacimenti petroliferi supergiant del Mozambico nel 2013 e lo ha fatto esattamente come ora sarebbe in procinto di fare Exxon, ossia acquisendo una partecipazione da Eni East Africa, pari al 20% dei diritti sull’Area 4, con un esborso di 3,4 miliardi di euro. La quota destinata alla big oil statunitense sarebbe invece intorno al 15%, così da lasciare all’Eni la leadership col 35%. Questo però a patto che Cnpc si decida a sottoscrivere il piano di investimenti, come hanno già fatto, oltre a Eni gli altri partner Galp Energia, Enh e Kogas che detengono ciascuno il 10%.

Fonte: MF – Angela Zoppo (pag. 6)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Dorsale adriatica Snam, il CdS chiede informazioni al Minambiente

Il Ministero dell’Ambiente ha inviato nell’ottobre 2013 e nel maggio 2015 due richieste di parere in merito a due ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica
[leggi tutto…]

Eni, l’upstream spinge gli utili. Produzione ai massimi storici

Sfruttando il contributo del quarto trimestre, Eni manda in archivio i conti con un preconsuntivo sopra le stime degli analisti e conferma un dividendo 2018 di 83 cent (a fronte degli 80 dell’anno prima).
[leggi tutto…]

Direttiva gas, trattamento diverso per gasdotti esistenti e nuovi

La nuova direttiva gas richiederà anche all'Italia di definire deroghe per i propri gasdotti col Nordafrica ma dovrebbe trattarsi di un passaggio semplice, che non richiederà lo scrutinio della Commissione previsto per i nuovi prog
[leggi tutto…]