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Home Rassegna Stampa Eni avvia il maxi-giacimento di Zohr
21/12/2017 - Pubblicato in news internazionali,news nazionali

Nei giorni scorsi, gli ultimi test di verifica sui pozzi sottomarini e sulle linee, oltre che sulla prima unità di trattamento del gas onshore, propedeutici all’avvio definitivo. Così ieri Eni ha acceso ufficialmente i motori di Zohr, il maxi-giacimento di gas scoperto nell’offshore egiziano, nel blocco di Shorouk, nell’agosto del 2015, il più grande mai rinvenuto nel paese e nel Mediterraneo. Ci sono voluti meno due anni e mezzo per far partire la produzione, un tempo record, dicono dalla società, per questo tipo di giacimento, e per centrare un «risultato storico», come lo ha definito il ceo Claudio Descalzi. Che sull’Africa ha sempre scommesso e finora si è rivelata un traino fondamentale per il business del Cane a sei zampe. Tanto che ieri il gruppo ha compiuto un passo avanti anche in Marocco firmando con la compagnia di Stato, Onhym, un accordo per acquisire nuovi permessi esplorativi nella licenza Tarfaya Offshore Shallow. Zohr si prepara dunque a cambiare il futuro dell’energetico dell’Egitto, assicurando al paese l’autosufficienza visto che sarà in grado di coprire una consistente fetta del fabbisogno interno di gas per i prossimi decenni. Ma l’entrata a pieno regime del super giant sarà un processo graduale. Entro il 2019 saranno perforati 20 pozzi e, da qui ai prossimi mesi, si lavorerà al raggiungimento del picco di produzione, con un primo step intermedio a giugno quando l’asticella toccherà i 28 milioni di metri cubi al giorno per poi raggiungere, nel 2019, il punto massimo, con 80 milioni di metri cubi giornalieri. In soldoni, 30 miliardi di metri cubi annui che equivalgono a poco meno del gas che abbiamo importato dalla Russia l’anno scorso.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Celestina Dominelli (pag. 10)

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