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Home Rassegna Stampa Sull’energia i “costi nimby”
29/09/2015 - Pubblicato in news nazionali

Mano al portafogli: ci hanno fatto pagare in sei mesi 300 milioni di euro sulle nostre bollette i sedicenti ecologisti e quei magistrati messinesi che, dando loro ascolto, hanno sequestrato per sei mesi il pilone numero 40 della linea di alta tensione in costruzione fra Sicilia e Calabria. La linea di alta tensione renderà più facili, fluidi, efficienti e razionali gli scambi di elettricità e farà cadere i prezzi del chilowattora trattato alla Borsa elettrica. Di quanto? «Stimiamo che il beneficio che la nuova linea porterà sui costi elettrici dell'Italia sia sui 600 milioni di euro l'anno», commentava ieri Matteo Del Fante, amministratore delegato di Terna, durante la prima giornata dell'Italian Energy Summit in corso anche oggi nella sede del Sole 24 Ore a Milano. Il tema delle opposizioni locali è stato uno fra quelli tratteggiati durante l'Italian Energy Summit. Fondamentali le letture di scenario. La sottosegretaria allo Sviluppo economico Simona Vicari ha ricordato le prospettive del mercato unico europeo verso cui s'impegna anche l'Italia. Il presidente dell'Autorità dell'energia, Guido Bortoni, ha accennato ai terni dello sviluppo del vettore elettrico, dell'elettricità come strumento pulito, sicuro, efficiente per la produzione e per i mille servizi alla vita di ogni giorno. L'economista Laura Cozzi dell'Agenzia internazionale dell'energia ha sottolineato come il nuovo driver energetico e ambientale è indicato dalla Cina, la quale per ridurre le emissioni sta introducendo un meccanismo di mercato sulla CO2 che nei prossimi anni potrebbe cambiare lo scenario.

Fonte: Il Sole 24 Ore, Energy Summit – Jacopo Giliberto (pag. 12)

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