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Home Rassegna Stampa Dietro la grande guerra del gas
07/11/2016 - Pubblicato in news nazionali

Come userà la nuova bonanza il prossimo presidente? Washington considera l’energia come parte della politica di sicurezza nazionale, lo decise Jimmy Carter nel 1979 mentre imperversava la seconda crisi petrolifera e l’ayatollah Khomeini tornava a Teheran. Nessuno dopo di lui ha cambiato una strategia di lungo periodo che punta a perseguire l’autosufficienza e a stringere i legami con i paesi alleati: è la cintura economica americana contrapposta alla sovranità limitata russa. La dottrina di politica estera ruota ancora una volta attorno alle risorse energetiche. La Germania è dipendente dalla Russia e dalla Norvegia (finché dura la produzione del mare del Nord che ha già cominciato il suo declino). L’Italia, invece, può ricevere da ogni dove. Ipotizziamo uno scenario futuro in cui il gas russo arriva liberamente da nord-est e da sud-est, quello algerino e libico da sud, quello americano da ovest via Spagna, senza dimenticare le riserve nell’Adriatico e l’enorme giacimento scoperto dall’Eni al largo dell’Egitto. Se entra in partita anche l’Iran, con il quale ci sono sempre stati buoni rapporti economici, in particolare negli idrocarburi, l’Italia diventa la terra dell’abbondanza. E’ persino troppo per un paese che si de-industrializza? Sì, se consideriamo soltanto il consumo, no se si guarda all’intera Europa. Proprio per questa sua caratteristica sempre più aperta, l’Italia può fare da pivot e sbloccare il mercato. Un passaggio fondamentale sia sul piano geopolitico, perché è l’unico modo di acquisire autonomia dalla Russia, sia sul piano economico. “La debolezza della Ue nel trattare con la Russia è che non ha un’unica politica energetica né un mercato unico dell’energia – sottolinea Ariel Cohen della Heritage Foundation –. L’Europa è una serie di isole, ciascuna separata dalle altre e amministrata da un governo nazionale”. E la Russia sa usare come pochi la vecchia logica del divide et impera.

Fonte: Il Foglio – Stefano Cingolani (pag. 2)

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