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Home Rassegna Stampa Def, il giudizio di imprese e sindacati
17/04/2019 - Pubblicato in

È in chiaroscuro il giudizio delle categorie produttive sul Def, dopo il giro di audizioni di ieri presso le commissioni Bilancio di Camera e Senato. Gli industriali apprezzano i “due decreti approvati ma non ancora pubblicati (così detti Crescita e Sblocca Cantieri): pur non disponendo ancora dei testi definitivi, i due decreti fanno registrare una positiva inversione di tendenza nelle politiche del Governo”. Confindustria sottolinea però che “serve una inversione di rotta della politica economica. Serve partire dallo stallo attuale per aprire una nuova fase che punti alla crescita economica e avvii un percorso di rientro del debito pubblico”, affrontando come priorità l'assetto istituzionale, il mercato del lavoro, la fiscalità, la pubblica amministrazione, la giustizia, la concorrenza, il credito, le infrastrutture e l'ambiente”. Rete Imprese Italia trova “assolutamente non condivisibile il passaggio del Def in tema di mobilità sostenibile, che proclama una vera e propria generica crociata contro gli autoveicoli con motori diesel e benzina, per ridurre gli inquinanti e contrastare i cambiamenti climatici”. La Cisl dà una valutazione “estremamente deludente” riguardo alle politiche industriali: secondo il sindacato “manca una politica di respiro” per “far crescere almeno qualche filiera nel suo complesso, dalla mobilità all'industria pesante, dalla logistica all'innovazione tecnologica fino all'intermodalità e alle energie rinnovabili”. Critiche anche sul Pnec, il Piano energia e clima, che “è manchevole della necessaria dotazione finanziaria e della predisposizione di strumenti e modalità di partecipazione delle stesse Regioni, soggetti concorrenti nelle politiche energetiche secondo il riparto delle competenze fissato in Costituzione”. Per la Uil “è urgente l'adozione di misure certe, adeguatamente finanziate, per affrontare le sfide legate al degrado ambientale e ai cambiamenti climatici” e “occorre investire maggiormente sullo sviluppo sostenibile, puntando allo sviluppo dell'economia circolare per garantire la giusta transizione”.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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