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Home Rassegna Stampa Il crollo del petrolio al centro del G20. Trump punta sull’accordo con i sauditi
29/11/2018 - Pubblicato in news internazionali

Arabia Saudita, Russia e Stati Uniti. I tre colossi del petrolio ci saranno tutti al G20, che prende il via oggi a Buenos Aires. Ed è in questa sedere che potrebbero essere decise le sorti del mercato. Stavolta il confronto potrebbe coinvolgere anche gli Usa, che non fanno parte della coalizione Opec - non Opec, né è pensabile che possano mai aderirvi. Ma grazie allo shale oil oggi Washington è al vertice della classifica mondiale dei produttori di greggio. Il presidente Trump ha dichiarato in un’intervista al Washington Post che “sicuramente” si confronterà con il principe saudita Mohammed Bin Salman a margine del G20, e dovrebbe esserci anche un faccia a faccia anche col presidente russo Putin. Dai mercati intanto non arrivano segnali rassicuranti. Il Brent ha di nuovo chiuso sotto 60$ mentre il Wti è ridisceso sotto 51$ dopo i dati sulle scorte Usa, che per la decima settimana consecutiva hanno evidenziato un forte accumulo di greggio. Si tratta di livelli di prezzo che preoccupano in modo particolare i sauditi, che secondo il Fondo monetario internazionale avrebbero bisogno di 88$ al barile per far quadrare il bilancio dello Stato. Anche il resto dell’Opec, con le sole eccezioni di Iraq, Kuwait e Qatar, è in difficoltà. Ma la Russia non ha di questi assilli. Mosca ha redatto il budget statale ipotizzando il petrolio a 40$.

Fonte:Il Sole 24 Ore – Sissi Bellomo (pag. 22)

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