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Home Rassegna Stampa Costo del debito alle stelle per le società dello shale oil
11/02/2016 - Pubblicato in news internazionali

Per le indebitatissime società dello shale oil procurarsi denaro non è mai stato così caro e così difficile. I rendimenti delle obbligazioni spazzatura emesse dal settore hanno superato per la prima volta nella storia il 20%, un livello ben oltre quello toccato al culmine della crisi del 2008-2009 (all’epoca si era arrivati al 17%). Il 9,5% dei prestiti che gli istituti di credito Usa hanno concesso al settore (che in tutto ammontano a 9.500 miliardi di dollari) erano stati classificati come non performanti, in un’indagine realizzata a novembre dalle autorità di vigilanza. Bank of America stima che le già martoriate banche europee rischino potenziali perdite per 27 miliardi di dollari in relazione a crediti concessi a società energetiche. L’anno scorso sono andati in bancarotta ben 42 produttori di petrolio e gas americani, con debiti totali di 17 miliardi di dollari. A questi si aggiungono un’altra quarantina di piccole società che operano nei servizi all’industria petrolifera, in questo caso con debiti per 5 miliardi, secondo lo studio legale Haynes & Boon, che sta monitorando il fenomeno e che prevede un’intensificazione dei ricorsi al Chapter 11. Finora le difficoltà finanziarie non si sono tradotte in un sensibile ribasso della produzione di shale oil: anzi, spesso le compagnie hanno accelerato le estrazioni per riuscire ad onorare gli interessi sul debito.

Fonte: Il Sole 24 Ore Finanza & Mercati – Sissi Bellomo (pag.32)

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