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Home Rassegna Stampa La corsa del petrolio, un mese intero di rialzi del barile
13/01/2018 - Pubblicato in news internazionali

“Notiamo una riduzione delle eccedenze”, ha detto il ministro dell’Energia russo Aleksandr Novak all’agenzia Tass, ma il mercato del petrolio “non è ancora equilibrato e abbiamo bisogno di continuare a monitorare la situazione in modo da raggiungere l’obiettivo finale del bilanciamento del mercato”. Le sue parole hanno ridato spinta alla corsa del petrolio, dopo un venerdì cominciato sotto tono rispetto ai 70 dollari al barile che il Brent ha toccato giovedì scorso e allo scollina mento dei 64 dollari da parte del Wti. Un rally che dura da 4 settimane e che ha fatto tornare il greggio per la prima volta ai livelli di dicembre 2014. Un andamento influenzato anche dalle tensioni in Iran, che con 3,8 milioni di barili al giorno è il terzo produttore Opec e dalla situazione del Venezuela che si gioca il podio con l’Arabia Saudita per le maggiori riserve di greggio al mondo. Entro venerdì il presidente Usa Donald Trump dovrà decidere se confermare o meno il congelamento delle sanzioni contro Teheran. Ieri in serata ha dato un ultimatum alla Ue: se l’accordo sul nucleare non sarà migliorato gli Usa si sfileranno. Intanto, ieri il rapporto pubblicato dal gruppo di servizi Baker Huges riferiva di una crescita delle trivelle negli Usa: i pozzi sono a quota 752, 230 unità in più rispetto ad un anno fa.

Fonte: Corriere della Sera, Economia – Francesca Basso (pag. 39)

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