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Home Rassegna Stampa Nel confine stretto del Mediterraneo dove Erdogan gioca la battaglia del gas
21/07/2020 - Pubblicato in news internazionali

Il caso delle miglia marine greche da sempre contestate da Ankara rischia di essere un nuovo motivo di contenzioso in una regione ad alta tensione. Un nodo che Erdogan potrebbe decidere di tagliare in modo spiccio, avviando trivellazioni petrolifere in tutta l’area del Mediterraneo orientale. E pure Cipro si prepara a vivere una stagione difficile dopo che Ankara ha annunciato esplorazioni di gas e di petrolio a sud, in acque considerate secondo la sfera geopolitica greca e greco-cipriota come proprie. Ankara ha deciso di dare il via libera, entro pochi mesi, sui lotti 1, 4, 5, 6, 7 del giacimento gas chiamato Afrodite, dato in concessione unilateralmente a compagnie straniere dalla parte greca dell’isola. Lo scorso 29 maggio, data importante perché anniversario della conquista di Costantinopoli da parte di Mehmet, la nave Fatih (Cioè il Conquistatore) è partita dal Mar Nero per attraversare l’Egeo e posizionarsi nel Mediterraneo. La Turchia appronta le sue navi anche nel braccio di mare più a ovest, verso la Libia, in virtù del Memorandum di intesa firmato a novembre 2019 con il governo di Tripoli. Non tutti i Paesi litoranei, o interessati allo sfruttamento dell’area, plaudono allo scenario: Israele, Francia, Grecia, Cipro, Egitto e Emirati Arabi hanno da tempo lanciato l’allarme. Non l’Italia, oggi orientata a riprendere i rapporti con Ankara. Molti segnali lo confermano. Luigi Di Maio non ha siglato il protocollo del Cairo sul gasdotto EastMed, perché “troppo sbilanciato” in Libia contro la Turchia. E a maggio il ministro non ha firmato la nota di protesta elaborata da Francia, Grecia, Egitto e Emirati contro le “attività illecite” della Turchia. Ultimo tassello: la collaborazione tra servizi turchi e italiani nella liberazione della cooperante in Somalia, Silvia Romano. Snodo fondamentale di questa partita geopolitica è l’EastMed, il gasdotto del Mediterraneo orientale, che collega le risorse energetiche del mare alla Grecia continentale attraverso Cipro e Creta. Il progetto prevede l’Italia come approdo del trasporto di gas. L’EastMed finirebbe per aggirare la Turchia, ed Ankara ovviamente non ci sta.

Fonte: La Repubblica – Marco Ansaldo (pag. 13)

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