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Home Rassegna Stampa CO2, il balzo dei prezzi dei permessi di emissione nel 2019
26/02/2020 - Pubblicato in news internazionali

Nel 2019 bastava un prezzo della CO2 di meno di 12 euro la tonnellata per rendere più conveniente la generazione a gas rispetto a quella a carbone. Nel 2019 il “prezzo” della CO2 (dei permessi Ets) è stato molto più alto, pari a 24,6 euro la tonnellata. Dal Rapporto Gse sulle aste dei permessi di emissione Ets nel 2019 emerge un'ulteriore fotografia della crisi della generazione elettrica a carbone nel 2019, monitorata dalla Staffetta fin dallo scorso ottobre. Il documento, si legge in una nota Gse, offre uno sguardo d'insieme sulle aste CO2, nel contesto della regolazione europea, dei trend del mercato del carbonio e dei principali mercati energetici connessi, includendo indicatori utili a valutare l'efficacia dello strumento (switching price carbone-gas). Nel 2019 l'Italia, terzo Stato membro per ricavi derivanti dalle Eua, ha collocato 52 milioni di Eua, a un prezzo medio ponderato di 24,6 euro (contro i 15,43 euro nel 2018, +60%), ricavando proventi per circa 1,3 miliardi di euro (in lieve calo rispetto a 1,4 mld di euro del 2018). Sono state inoltre collocate 700.000 Eua A per il settore aviazione con proventi pari a 18 milioni d'euro. Nel 2019, sottolinea il Gse, lo switching price carbone/gas si è ridotto fino ad raggiungere gli 11,8 €/tCO2 eq. (rispetto ai 28,7 €/tCO2 eq. nel 2018) attestandosi ben al sotto del prezzo della quota. Ciò ha contribuito a rendere i costi marginali delle centrali a carbone meno convenienti rispetto alla generazione con gas naturale comportando uno spiazzamento in Europa della generazione elettrica da carbone a favore di gas e rinnovabili.

Fonte: Staffetta Quotidiana

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