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Home Rassegna Stampa Clima, ecco chi vince e chi perde
01/12/2015 - Pubblicato in news internazionali

Si è aperta ieri a Parigi la 21ma Conferenza dell'Onu sui cambiamenti climatici (Cop21), che dovrà arrivare a un accordo per scongiurare una catastrofe ambientale irreversibile. L'obiettivo principale dell'incontro, che si chiuderà I'11 dicembre, è la riduzione delle emissioni di gas serra, al fine di evitare un aumento della temperatura terrestre oltre i 2 gradi rispetto all'era preindustriale. Barack Obama ha ammesso che gli Usa «hanno contribuito a creare il problema» e ha avvertito che «siamo l'ultima generazione che può cambiare le cose», mentre il presidente cinese, Xi Jinping, ha assicurato che il suo Paese «si impegna nella campagna mondiale su cambiamenti climatici». Al di là delle dichiarazioni di principio, l'esito dell'accordo che dovrebbe sancire un patto per contenere il riscaldamento climatico globale, dopo il fallimento della Conferenza di Copenaghen nel 2009, non è scontato. Inoltre, secondo molti scienziati il Cop21 da solo non basta, ma richiederebbe azioni più incisive. Se però avesse successo, secondo gli analisti di Ubs, oltre a rilanciare il tema dell'energia solare ed eolica nelle economie sviluppate, come l'Europa, aprirebbe nuovi mercati. Di conseguenza anche gli investimenti a lungo termine nelle reti intelligenti sarebbero incentivati. Fra gli esiti del negoziato ci potrebbe essere anche un preciso piano di chiusura degli impianti a carbone meno efficienti. Il Regno Unito sta già operando in questo senso, con l'obiettivo di uscire completamente dal settore entro 2025. A trarre beneficio da questi megatrend saranno Enel, i gruppi spagnoli Edpr ed Iberdrola, la francese Engie e l'inglese Sse.

Fonte: MF – Ester Corvi (pag. 8)

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