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Home Rassegna Stampa La Cina fa il pieno di materie prime (per ora)
14/01/2017 - Pubblicato in news internazionali

La Cina ha fatto il pieno di materie prime nel 2016, battendo ogni record di importazione per il petrolio, il rame, il minerale di ferro e la soia. Una voracità che ha sorpreso le aspettative, considerato che il gigante asiatico non cresce più come un tempo, e che è stata cruciale per consentire la ripresa dei prezzi delle commodities e la straordinaria performance di borsa delle società del settore. Ma, proprio dalla bilancia commerciale cinese, arrivano comunque anche segnali di allarme: l’export l’anno scorso ha segnato la peggiore contrazione dal 2009. E per le materie prime il boom di domanda rischia di non durare a lungo. Gli acquisti da primato del 2016 sono infatti in buona parte legati alla tradizionale strategia di Pechino, di approfittare dei periodi di debolezza dei prezzi per accumulare scorte. Un altro potente motore è stato il piano di sviluppo delle infrastrutture varato dal Governo, che sta alimentando soprattutto i consumi di metalli. La Cina inoltre ha maggiore necessità di rifornirsi all’estero da quando, per motivi ambientali ed economici, ha messo un freno alla produzione interna di diverse materie prime: molte miniere di carbone e di ferro hanno sospeso le attività, mentre le compagnie petrolifere locali hanno estratto quasi il 10% in meno rispetto al 2015. Pechino ha importato ben 7,63 milioni di barili al giorno, con un incremento del 13,6% rispetto all’anno prima, ossia di 912mila bg. Le sue importazioni di greggio non crescevano così tanto dal 2010.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Finanza & Mercati – Sissi Bellomo (pag. 25)

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