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Home Rassegna Stampa “Le centrali a ciclo combinato restano garanzia di sicurezza”
12/10/2015 - Pubblicato in aspetti tecnici,news nazionali

A luglio, il mese più caldo degli ultimi 136 anni, gli italiani hanno potuto accendere la luce e i condizionatori, il merito è del nostro sistema energetico che affianca a fonti discontinue e non programmabili —le rinnovabili — altre che fanno della programmabilità e della flessibilità il loro punto di forza: le centrali a cielo combinato, le uniche in grado di garantire oggi al Paese adeguati margini di sicurezza». Di questo è convinto Alberto Bigi, direttore sviluppo industriale di Sorgenia, società che tra il 2006 e il 2012 ha avviato 4 nuove centrali termoelettriche in Italia. Ogni impianto può produrre circa 4 miliardi di kilowattora (kWh) annui, utilizzando il ciclo combinato a gas naturale (Ccgt—combined cycle gas turbine), una moderna tecnologia di generazione considerata la migliore oggi disponibile sia come rendimento sia come compatibilità ambientale. «Ogni nostro impianto è dotato di due turbine a gas da circa 270 MW ciascuna e di una a vapore da circa 260 MW, e ha un rendimento che tocca il 57%, contro il circa 44% di un puntualizza Bigi — In sintesi, significa che questi impianti per produrre elettricità consumano meno, riducendo al minimo le emissioni». Ciò è possibile anzitutto grazie allo stesso principio di funzionamento, che in sostanza invece di disperdere nell'ambiente i fumi caldi che si ottengono bruciando il combustibile (cosa che avviene negli impianti termoelettrici tradizionali), ne riutilizza il calore per produrre altra energia elettrica. «Impianti di questo tipo — osserva il direttore—utilizzano meglio le risorse e comportano emissioni di CO2 per kWh prodotto nettamente inferiori rispetto alle centrali tradizionali. Anche perché il gas naturale è di per sé un combustibile pulito, che comporta emissioni davvero minime. Inoltre, questa tecnologia utilizza pochissima acqua, visto che il raffreddamento avviene attraverso l'aria. Fra l'altro, negli impianti di Sorgenia utilizziamo un sistema di recupero delle acque che ci permette di azzerare gli scarichi». Ma il Ccgt ha anche un'altra caratteristica tecnologica importante: la flessibilità, cioè la capacità di variare il proprio livello di produzione in uno spazio temporale molto più contenuto rispetto a una centrale a carbone, o ancora di più a una nucleare.

Fonte: La Repubblica, A&F – Vito de Ceglia (pag. 47)

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