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Home Rassegna Stampa Carbone, da malato terminale a hot commodity
20/08/2016 - Pubblicato in news internazionali

A dispetto delle previsioni il carbone non è il malato terminale che l’Agenzia internazionale per l’Energia e Goldman Sachs descrivevano e sta di fatto sperimentando una rinascita. Solo da metà giugno, sostenuto dalla crescita della domanda cinese, i prezzi delle spedizioni australiane dal terminal di New Castle sono aumentate del 35%, a quasi 70 dollari per tonnellata. Pechino ha ridotto la produzione di carbone a 276 giorni all’anno con conseguente calo dell’output pari al 16%: secondo Goldman le restrizioni di Pechino hanno trasformato il carbone in una delle materie prime con la migliore performance del 2016. A sostenere i prezzi della materia prima ci sono anche la domanda stabile di Filippine, Vietnam, Indonesia, per non parlare di Giappone e Corea del Sud che hanno affermato di voler aumentare l’import di carbone e ridurre quello di Gas naturale liquefatto. I principali titoli del settore sono cresciuti notevolmente e in particolare restano favorite le aziende australiane grazie all’alta qualità della produzione locale.  

Fonte: Il Sole 24 Ore – Barbara Pezzotti (pag. 25)

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