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Home Rassegna Stampa Carbon tax equa e sostenibile: il cantiere è aperto
23/12/2019 - Pubblicato in news internazionali

Sulle regole per avviare un mercato della Co2 un accordo tra i Paesi proprio non si è trovato. E’ una questione annosa ma cruciale: come sarebbe possibile ridurre le emissioni senza fornire un incentivo per farlo? Accordarsi su un prezzo della Co2, sulle regole del suo mercato e su una carbon tax potrebbe essere lo strumento giusto, ma non facile. Qualche esperienza è già stata fatta, con l’Emission trading scheme dell’Ue. Un sistema assai criticato ma che ha dato vita al maggior mercato mondiale della Co2. Il proble dell’Europa è che sul fronte delle emissioni conta poco: all’incirca il 9% di quelle globali, che diventeranno il 6% al 2030. E anche la proposta della Presidente della Commissione Europea sulla carbon border tax si presenta difficile. Intanto non sarebbe equa nei confronti del Paesi più poveri, che si vedrebbero imporre unilateralmente un onere. E in più si creerebbe il fenomeno del free-rider. Rajan, l’economista indiano, ex governatore della Banca centrale, propone di imporre una tassa basata sulle tonnellate di Co2 procapite emesse da ogni Paese e sul numero di abitanti. Ogni Paese con emissioni superiori alla media mondiale- circa 5 tonnellate procapite – dovrebbe versare la sua imposta in un fondo di incentivazione. Ogni Paese, ricco o povero, che superi il suo livello procapite pagherebbe 10 dollari per ogni tonnellata.

Fonte: Il Corriere della Sera- L’Economia- Stefano Agnoli (pag. 13)

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