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Home Rassegna Stampa Cañete: “Pniec ambizioso, ma servono chiarimenti”
07/06/2019 - Pubblicato in news nazionali

“Il Pniec italiano è molto ben sviluppato, sicuramente in linea con gli standard previsti dal regolamento, ma bisognerebbe lavorare meglio sulle sinergie tra i vari settori”. E’ il giudizio preliminare sulla bozza di Piano energia-clima presentata dal nostro Paese del commissario Ue all’Energia e al Clima, Miguel Arias Cañete, oggi a Roma per illustrare la strategia europea di decarbonizzazione al 2050. La visita di Cañete, accompagnato dal direttore generale della DG Clima Mauro Petriccione, è iniziata con un’audizione presso le commissioni congiunte Industria e Attività produttive, Ambiente e Politiche Ue di Senato e Camera ed è proseguita con un incontro con le principali società e associazioni del mondo dell’energia e quindi con colloqui bilaterali con il ministro dell’Ambiente, Sergio Costa, e il sottosegretario Mise Davide Crippa. Il commissario ha innanzitutto ribadito alcune delle raccomandazioni formulate ieri all’Italia da Bruxelles nell’ambito del Pacchetto economico di primavera: “C’è necessità di investire nell’efficienza energetica, rafforzare la rete elettrica, migliorare gli interconnettori con i Paesi vicini e adattarsi a una più ampia quota di rinnovabili nel sistema”, ha affermato, aggiungendo che “è necessario anche affrontare l’aumento delle emissioni del trasporto su gomma e garantire che gli edifici sia residenziali che commerciali diventino molto più efficienti”. Quanto alla bozza di Pniec italiano il Piano dovrebbe “concentrarsi di più sulle emissioni nei settori non coperti dall’Ets” e fornire “ulteriori spiegazioni su come l’Italia farà a conseguire il cambiamento di utilizzo delle terre nel settore della silvicoltura e dei terreni”. Venendo alla strategia al 2050, che sarà discussa dal Consiglio Europeo del 20-21 giugno, Cañete ha ricordato che “mentre l’Ipcc ha indicato come target al 2050 l’azzeramento delle emissioni nette di CO2, l’esecutivo comunitario propone di andare oltre azzerando tutti i gas-serra”. Quanto al gas, Cañete ha rilevato che nel periodo di transizione “avrà sicuramente un ruolo nel settore dei trasporti” e anche a questo scopo “la prossima Commissione dovrà affrontare il gas market design” ridisegnando la legislazione per questa fonte. Tuttavia, “al 2050 il gas dovrà essere soltanto rinnovabile o convertito in idrogeno”. Altro nodo affrontato quello del phase-out del carbone, sul quale Bruxelles “non ha poteri diretti giacché la sovranità sul mix energetico è esclusivamente degli Stati membri”. Il commissario è però convinto che con la discesa dei costi delle rinnovabili e l’aumento del prezzo della CO2 “il carbone diventerà troppo costoso”.

Fonte: Quotidiano Energia

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