Rassegna Stampa

Home Rassegna Stampa La bozza c’è, parola alla politica
06/12/2015 - Pubblicato in news internazionali

II primo passo è stato fatto. E nei tempi previsti. Il che, per quanto riguarda i negoziati sul clima, è già un piccolo successo. Ieri a mezzogiorno, e cioè alla scadenza fissata dal presidente della Cop21 (il ministro degli Esteri francese Laurent Fabius), i tecnici delle 196 "parti" (195 Paesi più l'Unione europea) hanno consegnato la bozza di accordo sulla lotta al riscaldamento terrestre. Anche se forse «bozza d'accordo» è un po'troppo. Rispetto alle55 pagine del testo d'ingresso - messo a punto a Bonn dopo quattro anni di riunioni e trattative - si è scesi a 48 pagine. E restano circa 950 formulazioni tra virgolette, alternative tra loro, su un centinaio di aspetti che ancora registrano un disaccordo, più o meno rilevante. In realtà non c'è praticamente nulla di definito. Neppure il target dei due gradi di aumento della temperatura entro fine secolo. Che per essere raggiunto impone di iniziare subito a pigiare sul pedale del freno alle emissioni. Su questo punto c'è una decina di formule possibili. Va ricordato che i piani presentati dai 84 Paesi consentirebbero di arrivare a un aumento di 2,7 gradi, insufficiente a evitare catastrofi future, e quindi è necessario uno sforzo ulteriore. Mentre un centinaio di Paesi, quelli a più alto rischio di inondazioni e siccità, premono perché l'accordo finale preveda la volontà, almeno in termini generici, di scendere a 1,5 gradi. Ci sono 18 formulazioni diverse sul tema dei finanziamenti Nord Sud, e cioè i famosi 100 miliardi di dollari all'anno che i Paesi ricchi e sviluppati dovrebbero fornire entro il 2O2O a quelli emergenti e in via di sviluppo per aiutarli a ridurre le emissioni di gas a effetto serra.  «La bozza è ancora troppo complessa - ha dichiarato il ministro dell'Ambiente lussemburghese Carole Dieschbourg, in rappresentanza della presidenza di turno dell'Unione europea - con troppe opzioni aperte. Il compromesso su alcuni argomenti è bloccato da un numero limitato di Paesi. Speriamo che si possa sbloccare nei prossimi giorni».

Fonte: Il Sole 24 Ore – Marco Maussanet (pag. 22)

Tag Clouds

 

Ultime notizie

Rally del petrolio con ipotesi tagli

Il mercato del petrolio è forse vicino a una svolta. Arabia Saudita e Stati Uniti hanno aperto la porta alla possibilità di tagli alla produzione, anche di grande entit
[leggi tutto…]

Forniture gas, la Polonia vince l’arbitrato con la Russia

Al termine di una disputa legale durata cinque anni, il Tribunale arbitrale di Stoccolma ha accolto le tesi della polacca Pgnig, che nel 2015 aveva presentato ricorso contro Gazprom per i termini di prezzo del contratto di fornitura gas di lungo-termine f
[leggi tutto…]

Idrogeno verde, per la competitività servono 150 mld $ in 10 anni

L'idrogeno verde, prodotto per elettrolisi dall'acqua attraverso elettricità da fonte rinnovabile, è una strada promettente, ma per renderlo economicamente sostenibile – con un costo di un dollaro al kg – servono incent
[leggi tutto…]