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Home Rassegna Stampa Il boom di consumi spinge i prezzi del Gnl ma l’offerta cresce di più
11/10/2017 - Pubblicato in news internazionali

Il gas liquefatto ha iniziato la stagione invernale con un balzo dei prezzi superiore a quello che si era visto negli anni passati: sul mercato spot asiatico il combustibile vale 8,50 dollari per milione di British thermal units (MBtu), in rialzo del 55% dai minimi di fine agosto. Ma il rally – che non è frutto esclusivamente della stagionalità – potrebbe presto perdere slancio, frenato da milioni di tonnellate di produzione aggiuntiva che arriveranno sul mercato prima della primavera. In Australia, con un ritardo di qualche mese, è appena entrato in funzione Wheatstone: un altro mega impianto di Gnl targato Chevron (accanto al mastodontico Gorgon, avviato nel 2016), che a regime sarà in grado di produrre 8,9 milioni di tonnellate l’anno. Entro la fine del 2017 dovrebbe debuttare anche Yamal Lng in Siberia (progetto della russa Novatek con Total e Cnpc), mentre gli Stati Uniti stanno per inaugurare il secondo impianto per l’esportazione di Gnl – Cove Point di Dominion Energy – oltre a un quarto treno di liquefazione a Sabine Pass (Cheniere Energy). Tutti questi progetti, secondo Nicholas Browne di Wood Mackenzie, «gettano i semi di una forte produzione nell’inverno 2017-18, che spingerà di nuovo il mercato verso un eccesso di capacità. Ci aspettiamo di veder ricadere i prezzi sotto 6 $/MBtu una volta che l’inverno sarà finito». Giappone e Corea del Sud, tuttora i maggiori importatori mondiali, stanno acquistando più del previsto. Ma a sorprendere è soprattutto la Cina. Pechino, che punta ad aumentare la quota del gas dal 6 al 15% del mix energetico entro il 2030, ha importato Gnl al ritmo di 2,8 milioni di tonnellate al mese tra gennaio e agosto, contro una media di 1,9 milioni al mese nel 2016 e 1,6 milioni nel 2015. L’espansione potrebbe continuare. A livello globale tuttavia l’offerta continua a crescere più della domanda. L’Australia in particolare conta di espandere l’export di Gnl del 16% da giugno 2018, quando dovrebbe essere concluso anche l’ultimo di una serie di progetti in cui negli anni passati sono stati investiti quasi 200 miliardi di $. E poi naturalmente ci sono gli Stati Uniti, la vera incognita nello scenario. Oggi ha una capacità di liquefazione di 13,5 milioni di tonnellate l’anno, che tra pochi mesi (con Sabine Pass 4 e 5 più Cove Point) salirà a 28,9 milioni.


Fonte: Il Sole 24 Ore Finanza&Mercati – Sissi Bellomo (pag. 40)

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