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Home Rassegna Stampa Basf tratta con i russi per una joint venture su petrolio e metano
25/11/2017 - Pubblicato in news internazionali

L’asse energetico tra Germania e Russia potrebbe rafforzarsi ulteriormente, con la creazione di una joint venture del valore di circa 15 miliardi di euro nel settore degli idrocarburi. Il gruppo tedesco Basf, colosso globale della chimica, ha confermato di essere in trattative con Letter One, holding del miliardario russo Mikhail Fridman, per una potenziale fusione tra la sua controllata Wintershall e «le attività nel petrolio e nel gas riunite nel gruppo Dea»: in pratica, i giacimenti che lo stesso Friedman, oligarca vicino al Cremlino, aveva rilevato nel 2015 da un’altra società tedesca, la Rwe. L’operazione all’epoca aveva sollevato un’aspra querelle con Londra, che – in nome della sicurezza energetica nazionale – aveva imposto ai russi di cedere gli interessi nelle acque britanniche del Mare del Nord. Pochi mesi dopo Friedman si era rifatto, acquistando altre licenze nella stessa area (ma sotto giurisdizione norvegese) da E.On, anch’essa tedesca. L’esito delle attuali trattative è «aperto» e «non c’è alcuna garanzia» che la fusione avvenga davvero,ha precisato Basf dopo i rumor pubblicati da Bloomberg, secondo cui l’accordo potrebbe arrivare «nei prossimi giorni o settimane». Anche Letter One conferma il negoziato con Basf, suggerendo però uno spettro più ampio: il merger, secondo la nota della holding, riguarderebbe «le attività nell’Oil & Gas, che comprendono il gruppo Dea».

Fonte: Il Sole 24 Ore, Finanza e mercati – Sissi Bellomo (pag. 29)

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