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Home Rassegna Stampa L’Aie: “Lo shale oil non basterà, si torni a investire sul petrolio”
07/03/2017 - Pubblicato in news internazionali

In Libia la pax petrolifera è già finita. Due tra i maggiori porti della Cirenaica, El Sider e Ras Lanuf, sono al centro di combattimenti dopo essere stati conquistati venerdì scorso dalle Brigate per la difesa di Bengasi. La situazione ha già costretto a ridurre le estrazioni di greggio nel Paese: da oltre 700mila barili al giorno si sarebbe scesi intorno a 650mila bg. Le quotazioni del barile per il momento non registrano scossoni, ma gli ultimi sviluppi evidenziano come le dinamiche sui mercati petroliferi possano cambiare rapidamente, condizionando gli scenari: un nuovo crollo della produzione in Libia amplificherebbe l’azione dell’Opec, causando in breve tempo un forte deficit di offerta. Non sono però gli imprevisti, ma l’eccessiva cautela delle compagnia petrolifere a preoccupare l’Agenzia internazionale dell’energia (Aie), che ieri ha lanciato un allarme sulla possibilità che il prezzo del petrolio torni a impennarsi già nel 2020 quando l’offerta potrebbe rivelarsi insufficiente.

Fonte: Il Sole 24Ore, Finanza&mercati – Sissi Bellomo (pag. 28)

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