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Home Rassegna Stampa L’abbraccio fra Putin e Erdogan per il gasdotto che scalda l’est Europa
20/11/2018 - Pubblicato in news internazionali

Il TurkStream è quasi pronto, Istanbul e Mosca hanno celebrato il completamento del tratto sottomarino del gasdotto che presto porterà in Turchia 31,5 miliardi di metri cubi di metano russo, attraversando i fondali del Mar Nero per 930 km. Il Turkstream inizierà le prime forniture il prossimo anno, rappresentando un enorme valore strategico tanto che il Cremlino vuole prolungarlo fino all’Europa meridionale in modo da aumentare la dipendenza energetica dell’Ue dalla Russia e bypassare l’Ucraina. Putin ha promesso che il TurkStream diventerà un elemento importante per la sicurezza europea. Il Sud Europa ha però una valida alternativa: si tratta del Tap (Trans Adriatic Pipeline) che porterebbe in Puglia il metano azero. La Tap è la parte finale del Corridoio Meridionale del Gas, con cui  l’Ue punta ad importare entro il 2020 circa 16 miliardi di metri cubi di metano l’anno diversificando così le proprie fonti di approvvigionamento. Gli USA ovviamente preferiscono la Tap al TurkStream. Trump, mosso anche da interessi economici e dalla volontà di promuovere le esportazioni di gas liquido americano in Europa, tenta di bloccare i progetti energetici di Mosca. Per questo il Cremlino non esclude che il TurkStream finisca sotto sanzioni. Il TurkStream potrebbe rappresentare la rotta meridionale del gas russo per arrivare in Europa, la Gazprom ha studiato due possibili vie: una che, passando attraverso la Grecia, potrebbe raggiungere l’Italia, e l’altra che potrebbe passare attraverso Bulgaria, Serbia, Ungheria e Austria. La rotta settentrionale già esiste grazie al Nord Stream che sbocca in Germania passando sotto le acque del Baltico e a cui presto si aggiungerà il Nors Stream 2. Il nuovo metanodotto raddoppierà fino a 110 miliardi di cubi l’anno il flusso di gas verso Berlino; naturalmente, il Nord Stream 2 è già finito nel mirino degli USA. In questo scenario, è l’Ucraina il paese più a rischio: solo lo scorso anno è passato dai suoi gasdotti circa metà delle esportazioni russe di metano al di fuori della Russia. Circa 94 miliardi di metri cubi di gas russo sono arrivati in Europa attraverso l’Ucraina. Nord Stream 2 e TurkStream consentirebbero alla Russia di aggirare Kiev. La Turchia spera quindi di diventare un hub del gas verso l’Europa, allontanandosi gradualmente dalla Nato e avvicinandosi a Mosca con cui i rapporti sono in continuo miglioramento.  

Fonte: La Stampa, Giuseppe Agliastro (pag.3)

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