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Home Rassegna Stampa Nel 2017 spending; meno bonus fiscali, lotta all’evasione
10/04/2016 - Pubblicato in news internazionali,normativa

“Fase 3” della spending review, nuovo tentativo di revisione delle tax expenditure, maggiore compliance per allargare le basi imponibili e contrastare l’evasione fiscale. Sono le coordinate tracciate dal Def varato venerdì dal Consiglio dei ministri per comporre la prossima manovra di bilancio autunnale per il 2017. Interventi che nella prima stesura del Documento di economia e finanza erano stati quantificati in 0,5 punti di Pil (circa 8-9 miliardi) da sommare al target del deficit 2017 previsto all’1,8%, in calo di 0,5 punti rispetto al 2,3% del 2016 ma con uno scostamento dello 0,7% (circa 11 miliardi) rispetto all’obiettivo dell’1,1% fissato a settembre. Nella versione definitiva del Def è però scomparso il riferimento allo «0,5% del Pil». I punti fermi restano l’1,8% di deficit e gli interventi da adottare con la “stabilità” in versione post riforma del bilancio, che è destinata a non essere inferiore ai 20 miliardi. Anche perché il Governo conferma l’intenzione di disinnescare le clausole di salvaguardia fiscali, Iva in primis, da oltre 15 miliardi. Tornando alla “spending”, nel Def si afferma che la revisione della spesa si rafforzerà con la riforma del bilancio e si amplierà nel biennio 2018-2019. Per il 2017 il piano-Gutgeld dovrebbe poggiare su due pilastri: rafforzamento del meccanismo di centralizzazione degli acquisti Pa e fabbisogni standard. C’è poi il nuovo tentativo di rivedere al ribasso le spese fiscali. Dal 2011 al 2016 le tax expenditures non sono diminuite ma, come dice la Corte dei conti, al contrario sono cresciute: in termini di voci si è passati da 720 a 799 per un costo complessivo che ora tocca i 313 miliardi (nel 2011 le tax expenditures valevano 253,7 miliardi). Nel Pnr il Governo rilancia sulla revisione di bonus e sconti fiscali e lo fa ricordando che con la delega fiscale è prevista l’istituzione di una commissione tecnica ad hoc composta da 15 esperti. Questa avrà il compito di presentare annualmente (a ottobre secondo il cronoprogramma indicato nel Pnr), con la Nota di aggiornamento al Def, un rapporto sui risultati conseguiti in termini di riordino delle spese fiscali. Un insieme di indirizzi programmatici che, una volta approvati dal Parlamento con apposita risoluzione, «diventeranno vincolanti per il Governo ai fini della predisposizione della manovra di bilancio». Il riordino delle spese fiscali dovrà eliminare o rivedere le agevolazioni non più giustificate sulla base di esigenze sociali ed economiche cambiate nel tempo o ancora quei bonus che duplicano programmi di spesa pubblica.

Fonte: Il Sole 24 Ore – Marco Mobili, Marco Rogari (pag. 4)

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